14/08/2019

Ciao Luca,
oggi è stata la nostra prima vera giornata di vacanza. Purtroppo è iniziata male perché ci siamo sentiti, o meglio, io ti ho stalkerato e come al solito in un vano tentativo di, almeno virtualmente, essere tranquillizzata da te sulle sorti del nostro legame, non ho fatto altro che alimentare ancora di più i tuoi rancori.
Detto ciò, ci siamo aggregati ad una gita guidata su un caicco, tipica imbarcazione greca in legno e abbiamo visitato due isole: Kalymnos e Pserimos.
il mare era stupendo, azzurro come i tuoi occhi e nell’aria c’era profumo di vacanza.

Io e Martina nella piscina naturale di fronte all’isoletta di Plati

Ho fatto il bagno in una piscina naturale, mangiato frittelle con il miele fatte sul momento e bevuto succo di mela in riva al mare, ho visto tanti pesciolini, ho ascoltato canzoni immaginando di indovinarle con te, ho mangiato uno spiedino di carne con la salsa tzatziki e fichi freschi, ho toccato le vere spugne naturali di Kalymnos, nel fiordo naturale di Vathy.

Il fiordo naturale di Vathy
Spiaggia a Pserimos

Quasi per caso, da un’animatrice, peraltro di Varese, abbiamo appreso che alla sera ci sarebbe stata una festa a Nisyros, isoletta a sud di Kos e che ci sarebbe stata la celebrazione della madonna della grotta presso il monastero di Panagia Spiliani, in cima al villaggio principale. Incuriosite abbiamo deciso quindi, con una coppia di Milano conosciuta in hotel, di andare in questo villaggio. Sono rimasta incantata da questo luogo. E non hai idea di quanto avrei voluto essere li con te. Ti racconto un po di storia, so che ti piacciono queste cose e ricordo tutte le volte in cui durante i nostri tragitti in macchina giocavamo a indovinare abitanti, storia, geografia e cultura dei luoghi.


Nisyros è uno di quei posti nel mondo dove poter fuggire quando c’è la necessità di doversi ritrovare. E’ un’isola di straordinaria bellezza abitata da gente cordiale e gentile, legata ancora ad antiche tradizioni, che ospita un vulcano attivo, ma dormiente, dove poter godere di quiete e pace in un ambiente abbastanza selvaggio da far sentire il proprio io interiore vicinissimo al cuore eruttivo di Madre Terra. Trattasi di un’isola del Dodecaneso a 18 km di distanza dalla costa sud-occidentale della Turchia, dove fuoco ed acqua, elementi vitali ed opposti, trovano una rara sintonia, configurando un ambiente naturalistico senza eguali. Questa isola vulcanica costituisce, insieme all’isola di Santorini, all’isola di Milos e a quella di Methane, quello che geologicamente parlando viene denominato l’Arco Vulcanico dell’Egeo, ovvero una catena di isole, in cui l’attività eruttivo-sismica-magmatica è tutt’oggi ancora presente, per lo scivolamento della Placca Africana al di sotto della Placca Ellenica. Più specificamente, geologicamente parlando, Nisyros fa parte della Caldera di Kos, un’ampia area vulcanica che comprende la parte settentrionale dell’isola di Kos (Kamari/Kefalos), l’isoletta di Pathia, le Isole di Strogyli e Yali, dove la caldera di Nisyros è, senza dubbio la parte più attiva. Basti pensare che la camera magmatica, dal fondo del cratere Stefanos, nel cuore della caldera di Nisyros, dista solo ¾ Km in profondità. Detto questo, però, va precisato che Nisyros deve essere considerato certamente un vulcano buono, difatti le eruzioni magmatiche sono, e sono state, non frequenti, tanto che è classificato tecnicamente come vulcano dormiente (nulla a che vedere con Santorini, responsabile del cataclisma eruttivo più famoso dell’antichità). Non è sopito affatto, di contro, il profilo idrotermale di questo vulcano ovvero la sua attività termoidrologica, e di questo siamo certi, dato che i suoi molteplici spot di benefica acqua calda, hanno negli ultimi anni avuto un progressivo rialzo termico. La sorgente di Loutra (tutt’ora attiva e a fruizione controllata dalle autorità comunali a prezzi irrisori), quella di Thermiani e quella della baia di Avlaki, tutte note e famose, sin dall’antichità, come fonti di acque termali assai salutari, soprattutto per le patologie artrosiche, reumatiche o dermatologiche (psoriasi /seborrea), attualmente fanno registrare un range termico tra i 30 e i 60 gradi, comunque in ascesa rispetto al passato. In antichità questo posto era ritenuto il top del termalismo greco, e ciò ci è noto grazie ad alcune iscrizioni, ritrovate in situ, che vogliono il famoso Ippocrate, padre della Medicina e minato da croniche patologie particolari, assiduo frequentatore della fonte Thermiani, ancora presente ed attiva dopo 2000 anni. Per la verità il famoso medico greco, nato a Kos, ad un tiro di schioppo da Nisyros, segnalava e frequentava anche le fonti termali dell’isola di Milos, ma prediligeva Thermiani per la superiore temperatura delle acque e per la composizione di queste ultime spiccatamente sulfuree. Gli abitanti di Nisyros hanno sfruttato il Vulcano, oltre che per i benefici effetti termali, anche per tantissime altre preziosità, non ultima l’estrema fertilità del terreno, ricchissimo di sali minerali, che ha permesso, in passato, una rigogliosa attività di coltura grazie a terrazzamenti con muri a secco che hanno reso fruibile molto terreno vulcanico.
Al rientro dalla gita in Caiffo, dopo una veloce doccia siamo ri-uscite (solo io e te avremmo potuto essere altrettanto iperattivi😅). Ci siamo recate in auto a Kardamena e abbiamo preso il traghetto per Nisyros, giungengo nel villaggio peincipale chiamato Mandraki in meno di un’ora.

Il villaggio di Mandraki dall’alto
Il villaggio di Mandraki e il monastero illuminato

Mandraki è il borgo principale dell’isola, è posto ai piedi di un massiccio roccioso da cui svetta un famoso monastero, monastero di Panagia Spiliani (Vergine Maria della Caverna), da cui si gode uno dei tramonti più belli di tutto il Mediterraneo, pari solo a quello che riempie gli occhi ad Oia sull’isola di Santorini. Il monastero, a cui si giunge salendo una ripida scalinata, conserva un’icona della Madonna della Grotta assai venerata dai locali. Un’anziana del luogo racconta che, molti e molti anni addietro, l’icona, così come oggi viene venerata, fu ritrovata da un pastore vicino a una sorgente e sebbene deposta in una chiesa del luogo, miracolosamente per tre volte sparì per poi essere ritrovata nella grotta sovrastante Mandraki; fu così deciso di lasciarla dove era e costruirvi intorno una chiesa. Ogni 14 e 15 di agosto si svolge una festa per celebrarla ed è una ricorrenza solenne, la più importante di Nisyros, a cui partecipano fedeli che giungono da tutte le isole vicine.
Devo dire che vedere la fila di persone in coda per pregare, alcune in ginocchio a salire sui duri ciottoli della scalinata, essere ircondati da quel panorama mozzafiato, sentire le signore cantare a Dio, arrivare in cima e accendere una candela, baciare i santi e soprattutto pregare è stato molto toccante.
Ho pregato per noi, ho pregato per me e per te. Ho pregato per il mio perdono, ho pregato per la tua felicità anche non necessariamente con me. Ho pregato per la nostra felicità, per la mia famiglia e la tua. Ho acquistato un dono per te, uno per i tuoi genitori e uno per mia mamma. Ho comprato un rosario e l’ho fatto sulla via del ritorno. Mi sono sentita vicino a te e a Dio e per un attimo, sono stata bene.

La coda per entrare nel monastero e per prendere le candele

Una giornata pienissima, una serata mistica, una vigilia di ferragosto molto particolare, in un luogo fantastico e genuino, in mezzo al mare. Era esattamente quello di cui avevo bisogno. Io, il mio rosario, la Madonna e il rumore delle onde. Buona notte. Domani anche tu sarai su una barca.

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