19/08/2019

Buongiorno Luca,
Oggi, finalmente, siamo tornate a Nisyros. La mia isoletta del cuore e dello spirito. Potrei scrivere un blog solo per questo posto. Mi ha riempito il cuore, qui si vede davvero la vera Grecia, quella dei motorini che girano al alta velocità nei caruggi, quella delle api, sporche guidate da ragazzini, quella delle taverne con la b al posto della v, delle piante di bouganville, delle casette bianche e azzurre coi balconi in legno. Qui il blu del mare è fortissimo, non ci sono spiagge, qui è pieno di fuori, di api enormi e strane, qui si prega, ovunque ci sono crocifissi e la gente e scura di carnagione ma con gli occhi di ghiaccio. Qui non si paga con carta di credito, ci sono tantissimo gatti coi loro tratti affusolato. Questa è davvero la Grecia che immaginavo prima di venirci. Prendiamo il traghetto a Kardamena, arriviamo intorno alle 10:30 sull’isola e abbiamo a disposizione due ore prima della visita guidata in pullman sul cratere. Questa isola infatti è un enorme vulcano dormiente, come già ti ho raccontato nell’altro post.

Per prima cosa decido di dirigermi di nuovo verso il monastero. Il monastero rimane alla fine del centro storico, sulla roccia che sovrasta il villaggio. Rifaccio tutti gli scalini, arrivo su, indosso il mantello e mi reco davanti alla Madonna per recitare il rosario davanti alla sua icona. È stato un momento davvero bello, per causalita nessuno è entrato nella stanza in quel momento. Ho acceso di nuovo una candela. Ho di nuovo pregato per noi, per la nostra felicità, per la tua e la mia per la salute delle nostre famiglie, per il mio perdono e per tutto.

La stanza che precede l’ultima parte del monastero, quella contenente l’icona miracolosa

Uscita da li son tornata giù e ho raggiunto Martina che nel frattempo era andata a bersi una spremuta in un bar. Oltre a noi, nel tavolino c’erano due ospiti pelosi inattesi:)


A questo punto ci siamo cercati un posto in cui mangiare pranzo e abbiamo scelto la captains taverna. Un posto molto modesto, neanche presente su TripAdvisor, in cui abbiamo pranzato con Meze, misto di antipasti locali: formaggio fritto, feta al forno, insalata greca e Dolmades, gli involtini di riso in foglie di vite.


Dopo pranzo ci siamo recate presso il porto per partire con la gita sul cratere.
Appena partite abbiamo subito notato come il paesaggio cambiasse con lo spostarci sulla parte posteriore dell’isola. L’ altitudine si faceva sentire e il pullman percorreva tortuose stradine isolate a picco sul mare. Siamo arrivati nel sito del vulcano.


L’isola è stata formata dalle primarie esplosioni i quest’ultimo e dalle successive eruzioni degli ultimi 150.000 anni. All’interno dell’isola si osservano vari crateri la cui età varia fra i 24.000 e i 44.000 anni. Cinque effusioni di lava successive hanno poi completamente ricoperto la parte occidentale della caldera vulcanica.
La sezione nord orientale, in località Voriatiko e quella sud occidentale in località Karaviotis, presentano ancora testimonianze di colate laviche avvenute molto più tardi. Una sesta struttura craterica vicino Karaviotis produceva ancora in epoca storica colate laviche che raggiunsero la costa in un periodo compreso tra il 1422 ed il 1888. L’attività vulcanica è limitata attualmente ad emissioni di fumo e a calde sorgenti sulfuree lungo la costa. Nella zona è segnalata anche una certa attività sismica.

Ci spingiamo fino al bordo del cratere e poi ritorniamo a Mandraki, il villaggio di partenza.
A questo punto con il traghetto di ritorno salutiamo nisyros con la promessa di tornare prima o poi.
Arrivate a Kardamena riprendiamo la macchina e torniamo a Kefalos, dal nostro hotel per goderci ancora due orette di mare e farci un bagno.
Alla sera ceniamo lì, io assaggio un altro piatto tipico greco anzi due:
La taramoalata, una crema di yogurt e uova di pesce (schifosa) e l’mbriam, una specie di caponata di verdure, quest’ultima molto buona.
Facciamo amicizia con le cameriere, ognuno ha sempre una storia da raccontare e anche loro hanno la loro. Io e martina ci commuoviamo, scende qualche lacrimuccia. Loro ci dicono… everybody does mistakes… everybody.
Dopo cena torniamo al mulino in cima a Kefalos, quando eravamo state a cena li avevamo fatto amicizia con Manuel, il proprietario, il quale ci aveva appunto suggerito di andare a cercare quella cantina di vini, assaggiati li. Anche questo posto c’é rimasto nel cuore. Il cameriere ci fa assaggiare il digestivo locale chiamato Mastika.
In Grecia, Mastika, o Mastiha, è un liquore aromatizzato al mastic, una resina ottenuta dal lentisco. Il Mastika è un prodotto a denominazione di origine protetta dell’isola di Chio. Il nome della resina e del liquore derivano infatti dal greco e significano “masticare, digrignare i denti”.
Sa di carote 😅.
Dopo il digestivo Martina propone di bere quel vino dell’altra sera e a quel punto Manuel telefona al proprietario della cantina e lui risponde che stava proprio tornando a Kos in quel momento in quanto di ritorno da un viaggio di lavoro. Ecco perché non c’era alla cantina! Decide di raggiungerci lì!
A quel punto appena arrivato inizia ad offrirci bicchieri del suo buonissimo vino. Si chiama Lucas (manco a farlo apposta), ha 35 anni, è spostato e ha due figli piccoli.


La serata si è rivelata divertentissima, complice il buon vino, la compagnia di persone del posto e l’atmosfera! Torniamo a casa brille… per fortuna sono solo 5 minuti di macchina. Vorrei scriverti, l’alcool fa sembrare tutto possibile. L’alcool diminuisce le distanze. Forse una bella passeggiata notturna sulla spiaggia è quello che ci vuole, si decisamente. È tutto così magico qui, ma manchi tu. Manchi dannatamente tu.

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